BANK OF ITALY’S OVERSIGHT HISTORY OF MONTE PASCH (ITALIAN)

(The following press release was distributed by Finance
 Minister Vitttorio Grilli to members of the joint Finance 
Commission of the Italian Parliament in Rome. The sender did 
not verify the statement.) 
PRINCIPALI INTERVENTI DI VIGILANZA SUL GRUPPO MONTE DEI PASCHI DI
SIENA
 L’azione di vigilanza della Banca d’Italia sul Monte dei Paschi
di Siena negli ultimi anni è stata continua e di intensità
crescente e si è articolata sulle principali aree rilevanti
della gestione: l’adeguatezza del capitale, la prudente
gestione della posizione di liquidità, i rischi finanziari e in
particolare il rischio di tasso di interesse, le dinamiche del
consistente portafoglio titoli di Stato italiani in larga parte
a lungo termine, la qualità del credito, la verifica dei
modelli interni di misurazione dei rischi di credito e
operativi, l’adeguatezza del management e del sistema dei
controlli interni. Nelle pagine seguenti i principali
interventi di vigilanza su MPS vengono brevemente descritti in
ordine cronologico. 
A gennaio del 2008 MPS presenta alla Banca d’Italia l’istanza
per l’acquisizione del gruppo Antonveneta (BAV) da ABN AMRO,
nell’ambito di un accordo quadro con il Banco Santander. Il
costo dell’operazione ammonta a circa 9 mld (di cui 6 mld di
avviamento). Per MPS è previsto un impegno di liquidità -
stimato in circa 9,5 mld - volto a rimborsare (entro 12 mesi
dalla conclusione del contratto) le linee di credito in
precedenza concesse da AMRO a BAV. Secondo la normativa vigente,
l’esborso viene valutato in relazione all’adeguatezza
patrimoniale e in base alla sua sostenibilità finanziaria da
parte di MPS. 
L’istanza contiene un articolato piano di rafforzamento
patrimoniale, necessario a mantenere il rispetto dei
coefficienti patrimoniali. È previsto un aumento di capitale per
6 mld, di cui 5 mld riservati agli azionisti e 1 mld riservato a
JP Morgan a servizio di un’emissione di titoli convertibili in
azioni del Monte (cosiddetti FRESH); ulteriori 2 mld vengono
raccolti attraverso l’emissione di strumenti obbligazionari. 
A marzo del 2008 la Banca d’Italia comunica a MPS che il
perfezionamento dell’operazione è subordinato alla realizzazione
delle predette misure di rafforzamento patrimoniale. Con
riferimento all’aumento di capitale riservato a JP Morgan e alla
prevista emissione dei titoli FRESH, la Vigilanza richiede a MPS
di assicurare che le relative strutture contrattuali siano
coerenti con la natura di qualità primaria assegnata allo
strumento e di garantire il pieno trasferimento a terzi del
rischio di impresa. 
A maggio del 2008 MPS comunica di aver completato il piano di
patrimonializzazione richiesto dalla Banca d’Italia. Sulla base
della documentazione fornita, la Banca d’Italia avvia
un’approfondita analisi dello schema contrattuale
dell’operazione FRESH, al fine di verificare l’effettiva
rispondenza dell’assetto negoziale ai requisiti di vigilanza. 
Il confronto tecnico con MPS si protrae fino a settembre del
2008, quando la Banca d’Italia rappresenta formalmente a MPS gli
elementi ostativi al pieno computo nel patrimonio di qualità
primaria della banca delle azioni al servizio del FRESH. 
MPS trasmette alla Banca d’Italia una nuova struttura
contrattuale dell’operazione FRESH redatta secondo le
prescrizioni della stessa Banca d’Italia. Quest’ultima
nell’ottobre del 2008 ne prende atto. A tale riguardo ulteriori
elementi emergeranno successivamente (cfr. infra). 
Nella seconda metà del 2009 la Vigilanza intensifica il vaglio
delle condizioni di liquidità del gruppo MPS. Al principio del
2010 la banca viene convocata presso la Vigilanza in tre
occasioni, a cadenza serrata, il 5 e il 30 marzo e il successivo
21 aprile 2010. Dal 3 al 7 
1), in presenza di un peggioramento delle condizioni di mercato.
La situazione della banca viene giudicata di scarsa chiarezza e
potenzialmente critica.
La normativa di vigilanza della Banca d’Italia è esigente sui
presidi necessari per le attività finanziarie complesse. Le
norme, emanate nel 2004, richiedono alle banche che operano nel
comparto dei derivati creditizi - in cui rientrano le
transazioni concluse da MPS - una capacità di valutazione
giornaliera dell’andamento dei prezzi dei singoli prodotti e del
complessivo profilo di rischio del portafoglio. Più in generale,
stabiliscono che le banche che non sono in grado di misurare e
gestire correttamente i rischi associati a strumenti finanziari
complessi devono astenersi dalla negoziazione di questi
strumenti. 
Al fine di acquisire in loco ulteriori, necessari elementi
conoscitivi, si dispone l’avvio immediato di una verifica
ispettiva mirata alla gestione della liquidità e al comparto dei
rischi finanziari del gruppo MPS. 
Gli accertamenti ispettivi si svolgono tra l’11 maggio e il 6
agosto, e mettono in luce tensioni nella situazione di liquidità
e una elevata esposizione, non esattamente misurata, a rischi di
tasso. Si rileva inoltre l’irrigidimento degli investimenti in
titoli pubblici, il cui valore risulta assai cospicuo (circa 25
mld). In particolare la condizione di liquidità, caratterizzata
da elevata volatilità dei saldi, risente soprattutto di due
operazioni di repo strutturati su titoli di Stato effettuate
rispettivamente con Deutsche Bank e Nomura per un valore
nominale complessivo di circa 5 miliardi di euro, con profili di
rischio non adeguatamente controllati e valutati dalla struttura
di MPS né compiutamente riferiti all’Organo Amministrativo. 
Con riferimento all’attività del veicolo Santorini,
dall’ispezione non emergono elementi probanti per avviare una
procedura sanzionatoria o una segnalazione all’Autorità
Giudiziaria. Oltre al significativo impatto sulla liquidità,
viene riscontrato un problema relativo alle modalità di
registrazione contabile (valutazione al costo) adottate da MPS e
validate dalla società di revisione. Tali modalità destano
riserve da parte della Vigilanza circa la rappresentazione in
bilancio dell’operazione, che non ne rileva il fair value. Fermo
restando che la Banca d’Italia non ha poteri in materia di
valutazioni di bilancio, in considerazione della complessità
dell’operazione e dei possibili spazi interpretativi concessi
dalle regole contabili IAS, la Banca d’Italia decide nel
novembre del 2011 di sottoporre la questione a specifici
approfondimenti contabili in collaborazione con le altre
Autorità di settore anche al fine di predisporre una nota di
chiarimenti all’intero sistema bancario. Attesa la natura
particolarmente complessa delle operazioni, si è aperta una
discussione non ancora conclusa. 
Nella seconda metà del 2010, stanti anche i primi riferimenti
dell’accertamento ispettivo, appare evidente la necessità di
procedere quanto prima ad un rafforzamento patrimoniale della
banca. Una formale richiesta in tal senso viene formulata a fine
agosto 2010. In successivi incontri tenuti nell’autunno 2010,
viene discussa l’entità dell’aumento di capitale. In
particolare, la Vigilanza chiede che l’importo dell’aumento
inizialmente prospettato dalla banca sia elevato per tenere
conto dell’esposizione al rischio sovrano e dell’esigenza di
rafforzare la tenuta della banca in occasione degli esercizi di
stress test da condurre a livello europeo. 
(1 Tali contratti prevedono un meccanismo di continuo
adeguamento del collaterale posto a garanzia dell’operazione al
variare del prezzo del collaterale stesso. ) 
Il rapporto ispettivo viene consegnato a MPS nel corso di una
riunione del consiglio di amministrazione, alla presenza del
collegio sindacale, il 29 ottobre 2010. In quella sede la
Vigilanza tra l’altro ribadisce l’indifferibile esigenza di
realizzare quanto prima un consistente aumento di capitale e di
rafforzare il sistema dei controlli interni. L’aumento di
capitale verrà poi effettivamente realizzato tra l’aprile e il
luglio del 2011 con un incremento del patrimonio di qualità
primaria di complessivi 3,2 mld, di cui 2 mld versati in
contanti dai soci. 
A fronte delle richieste di intervento e delle contestazioni,
gli organi aziendali delle banche devono rispondere ai rilievi
ispettivi della Banca d’Italia e comunicare a quest’ultima i
provvedimenti già assunti al fine di rimuovere le carenze
individuate dalla Vigilanza e quelli pianificati. In sede di
risposta ai rilievi MPS indica: l’adozione di un modello
organizzativo del comparto Finanza uniforme per tutto il gruppo
MPS; l’assegnazione di nuovi compiti di controllo e supervisione
al Comitato Finanza sulle scelte di investimento delle varie
entità del gruppo (alle controllate estere viene data la precisa
indicazione di sospendere qualunque attività di trading);
modifiche nella funzione di risk management, al fine di
migliorare la misurazione e rendere più rigoroso il controllo
dei rischi finanziari. MPS dichiara che i repo strutturati in
titoli di Stato trovano ratio economica nel sostegno alle
strategie di carry trade e nell’intenzione di assumere profili
di rischio-rendimento mitigati nell’ambito della complessiva
posizione della banca. Per tali ragioni e in considerazione del
rispetto dei limiti operativi in essere, le stesse non erano
state sottoposte all’organo amministrativo, ma approvate in sede
di Comitato Finanza e dal Direttore Generale. 
Dopo l’ispezione del 2010 la Vigilanza rafforza ancora il vaglio
sulle tre principali aree di problematicità emerse a seguito
dell’ispezione: 
Il rischio di liquidità: viene imposto un monitoraggio
giornaliero dei saldi liquidi, da inviare con la stessa
frequenza alla Vigilanza; vengono richiesti un rafforzamento dei
processi di governo e la rilevazione interna del rischio di
liquidità; viene avviato un processo di continua verifica del
funding plan con il management. Tali interventi fanno emergere
disfunzioni e carenze che talvolta inficiano l’affidabilità dei
dati: il 22 settembre 2010, nel corso di una conference call, la
Vigilanza richiede al Direttore Generale di MPS, dr. Vigni, di
firmare personalmente le informazioni sulla posizione di
liquidità da inviare giornalmente agli uffici della Banca
d’Italia; 
Il rischio di tasso di interesse: la Vigilanza richiede al risk
management di inviare un apposito report periodico; viene
inoltre chiesto di considerare lo specifico profilo di rischio
di tasso della banca nelle valutazioni sull’adeguatezza
patrimoniale; 
Il rischio sovrano: l’evoluzione del portafoglio titoli di Stato
viene sottoposta a costante monitoraggio. Le continue verifiche
della qualità dei dati fanno emergere carenze organizzative e
procedurali che formano oggetto di formale intervento dapprima
nel marzo 2011; in assenza di risultati tangibili, la banca
viene nuovamente interessata con lettera di intervento del
maggio 2012; le risposte insoddisfacenti della banca inducono ad
avviare una procedura sanzionatoria nei confronti dei precedenti
responsabili aziendali; 
Ampia è la collaborazione della Banca d’Italia con le autorità
del Regno Unito (FSA), degli Stati Uniti (Federal Reserve), di
Hong Kong (Hong Kong Monetary Authority) al fine di monitorare
la posizione di liquidità delle filiali MPS di Londra, New York
e Hong Kong. 
Sulle specifiche materie oggetto del rapporto ispettivo, tra la
fine dell’accertamento e l’inizio del successivo, si tengono
sette incontri con la banca. Viene inviata agli organi sociali
una specifica lettera d’intervento. 
Dall’estate del 2011 il brusco peggioramento delle condizioni di
mercato (la crisi del debito sovrano si estende all’Italia)
determina un nuovo, forte indebolimento della posizione di
liquidità di MPS, soprattutto a seguito dell’ampliamento dei
margini da corrispondere a garanzia delle due operazioni repo
sopra menzionate. La Vigilanza tramite interventi sia formali
sia informali richiama i vertici della banca sull’assoluta
necessità e urgenza di assumere tutte le iniziative idonee a
ripristinare congrui margini di liquidità. 
Nel settembre 2011 la Vigilanza, per valutare con precisione
l’idoneità delle iniziative adottate da MPS, avvia con urgenza
una seconda ispezione presso la banca. L’accertamento, iniziato
a fine settembre, assicura anche - in condizioni di mercato tese
- un presidio diretto sulla gestione della liquidità del gruppo
MPS, essenziale al fine di monitorare la situazione in stretto
raccordo con gli uffici centrali di Vigilanza. 
L’ispezione indica, sin dalle prime fasi, che le problematiche
in precedenza rilevate dalla Vigilanza non sono state di fatto
superate e conferma che il gruppo MPS rimane connotato da
carenze organizzative significative e da un assetto manageriale
inadeguato. 
La posizione di liquidità della banca si fa più fragile.
Nell’autunno 2011 si rendono necessarie da parte della Banca
d’Italia operazioni di prestito titoli al fine di consentire
alla banca di ampliare il ricorso al rifinanziamento della Banca
Centrale Europea. 
Data la difficile situazione emersa a seguito della nuova
ispezione, il 15 novembre 2011 il Direttorio della Banca
d’Italia convoca a Roma i massimi vertici di MPS e della
Fondazione al fine di metterli di fronte alle proprie
responsabilità e richiede a MPS una rapida, netta discontinuità
nella conduzione aziendale. 
Successivamente MPS risolve il rapporto con il Direttore
Generale, dr. Vigni. Il 12 gennaio 2012 il dr. Viola viene
nominato DG. Al momento della risoluzione del rapporto al dr.
Vigni viene riconosciuto un compenso di circa 4 mln. Nel luglio
2012 la Banca d’Italia, ritenendo che tale compenso non sia
giustificato dalle circostanze, avvia approfondimenti specifici
successivamente sfociati in una formale lettera di intervento e
in una procedura sanzionatoria nei confronti degli organi di
amministrazione e controllo dell’epoca, responsabili della
decisione. 
Il 19 gennaio 2012 il Governatore della Banca d’Italia invia a
MPS una lettera in cui vengono ribaditi i rilievi mossi dal
Direttorio nel corso dell’incontro del 15 novembre. Alla luce
delle carenze e delle tensioni rilevate, viene richiesto a MPS
un piano straordinario di interventi. 
L’ispezione presso MPS si chiude il 9 marzo 2012, dopo la
normalizzazione della posizione di liquidità del Gruppo
conseguente, tra l’altro, alla partecipazione di MPS alle due
operazioni di rifinanziamento a tre anni effettuate dalla BCE.
Il rapporto ispettivo solleva pesanti rilievi, contestando alla
banca le gravi carenze emerse nella gestione della liquidità.
Viene avviata la procedura sanzionatoria nei confronti degli
amministratori, dell’ex Direttore Generale, dei sindaci e dei
componenti il Comitato Direttivo per carenze nell’organizzazione
e nei controlli interni e per violazione della normativa in
materia di contenimento dei rischi finanziari. Questo
procedimento è in fase di conclusione. 
Nel rapporto ispettivo vengono nuovamente esaminate le
operazioni in repo strutturati menzionate in precedenza. Viene
contestato a MPS di non aver sottoposto, anche a seguito dei
rilievi che la Banca d’Italia aveva mosso in occasione della
precedente ispezione, tali operazioni a revisione critica in
termini di costi/opportunità. Vengono inoltre contestate 
In occasione dell’assemblea del 27 aprile 2012 la massima parte
dei membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio
sindacale vengono sostituiti. L’avvocato Mussari non ripresenta
la candidatura per il ruolo di Presidente. 
Nel giugno del 2012 i nuovi organi aziendali approvano il nuovo
business plan, contenente le iniziative di carattere
straordinario richieste dalla Banca d’Italia il 19 gennaio. 
Il piano, tra l’altro, conferma l’impegno di raggiungere - entro
il 30.06.2012 - il target di capitale fissato dall’EBA (9% di
core tier 1 più un buffer eccezionale e temporaneo a fronte
della detenzione di titoli di Stato) con la raccomandazione del
dicembre 2011, funzionale ad aumentare la fiducia dei mercati
nella capacità del sistema bancario di resistere a shock
avversi. La Banca Monte dei Paschi di Siena, pur in possesso di
un patrimonio ampiamente superiore a quello previsto dalla
normativa vigente, evidenzia al 30.9.2011 uno shortfall rispetto
al target fissato nella raccomandazione EBA di 3,3 mld di euro.
Lo shortfall è interamente riconducibile alla valutazione ai
prezzi di mercato dei titoli di Stato italiani detenuti in
portafoglio (circa 25 mld); non considerando il buffer per
rischio sovrano richiesto dall’EBA (3,5 mld), il Core Tier 1
ratio della banca al 30.9.11 era pari al 9,2%. Il piano di
rafforzamento patrimoniale predisposto da MPS non consente di
colmare interamente lo shortfall. La Banca d’Italia pertanto
chiede al Ministero dell’Economia l’adozione di una misura di
backstop pubblico, così come previsto dalla decisione del
Consiglio Europeo dei Capi di governo del 26 ottobre 2011. MPS
ha quantificato, nel novembre 2012, l’ammontare dell’intervento
nell’importo massimo previsto dalla legge, pari a 2 mld; la
Banca d’Italia ha espresso parere favorevole. 
Nei mesi seguenti vengono sostituiti gran parte dei dirigenti di
alto livello con ruoli chiave. 
Lo scorso 17 luglio 2012 MPS fornisce le controdeduzioni ai
rilievi ispettivi del 2012. In via generale - avendo riguardo al
complessivo contenuto delle constatazioni ispettive (fragile
equilibrio finanziario, carenze organizzative e nei controlli) -
MPS richiama gli obiettivi del piano industriale 2012 - 2015
allora da poco approvato, fra i quali assume centralità il
riequilibrio finanziario del gruppo, e le iniziative ivi
previste per il rafforzamento della posizione di liquidità e
dell’assetto organizzativo e dei controlli. Con riferimento alle
operazioni Deutsche Bank e Nomura, MPS comunica di aver cercato
- al fine di ridurre l’assorbimento di liquidità di tali
investimenti finanziari - di mitigare gli obblighi di
collateralizzazione negoziando con le controparti possibili
modifiche alle clausole contrattuali in materia. A fronte di
talune modifiche ai contratti accordate da Deutsche Bank, le
negoziazioni con Nomura sono abbandonate da MPS per i rilevanti
impatti sul conto economico che esse avrebbero comportato. 
Con lettera del 15 ottobre 2012, MPS comunica alla Vigilanza che
il 10 ottobre i nuovi amministratori di MPS hanno rinvenuto un
contratto con data 31 luglio 2009 tra Banca Monte dei Paschi di
Siena e Nomura, attinente alla ristrutturazione del titolo
Alexandria. Si tratta di un contratto “quadro”, che comprova il
collegamento tra la ristrutturazione del titolo Alexandria e le
operazioni di repo eseguite con Nomura e fornisce elementi circa
le reali finalità delle operazioni. Il contratto non era stato
esibito agli ispettori della Banca d’Italia responsabili degli
accertamenti condotti sul comparto finanza di MPS nel 2010 e 
Alla luce di questi fatti, la Banca d’Italia chiede a MPS una
ricostruzione analitica e puntuale della vera architettura della
complessiva operazione configurata dal documento contrattuale
trasmesso. La Banca d’Italia chiede inoltre a MPS una
valutazione degli effetti, presenti e futuri, che l’operazione
avrà sulla situazione economica e patrimoniale sia della banca
sia del gruppo, nonché sulle modalità di contabilizzazione delle
predette operazioni, anche con riferimento alla correttezza
della rappresentazione fornita nei bilanci pregressi. 
Anche in questo caso, la Banca d’Italia immediatamente informa
la Procura precisando che il contratto è stato celato agli
ispettori di vigilanza sia nell’ispezione 2010 sia in quella del
2011. 
Con e-mail del 28 dicembre, in attesa di fornire la risposta
formale alla richiesta di informazioni avanzata dalla Banca
d’Italia, MPS trasmette alla Vigilanza una bozza di informativa
al Consiglio di Amministrazione contenente primi riferimenti
sulle operazioni Nomura/Alexandria, Deutsche Bank/Santorini.
Viene inoltre menzionata una transazione di minore impatto
denominata “Nota Italia”, per la quale viene riferito di errori
compiuti in sede di valutazione dell’operazione circa
l’individuazione delle componenti di rischio. 
Nella stessa e-mail viene inoltre trasmessa una trascrizione
della conference call intercorsa nel luglio 2009 tra esponenti
di MPS e Nomura, relativa all’operazione con quest’ultima
controparte. Viene infine precisato che l’accordo quadro
relativo all’operazione Alexandria non sarebbe stato trasmesso
ai revisori contabili. Con diversi comunicati stampa (28
novembre 2012, 17 gennaio 2013, 22 gennaio 2013, 23 gennaio
2013) la Banca informa il mercato di avere in corso
approfondimenti in merito alle richiamate operazioni strutturate
poste in essere negli anni precedenti. 
A partire dalla fine del 2011 la Banca d’Italia è stata
informata dalla Procura di Siena delle indagini in corso ed è in
costante contatto con i magistrati inquirenti ai quali è stata
fornita ogni collaborazione e documentazione, coordinandosi
anche la Consob e la Guardia di Finanza. L’azione di
accertamento dell’effettiva natura delle operazioni del MPS si è
quindi basata anche sugli sviluppi delle indagini penali che
hanno messo in luce fatti non altrimenti riscontrabili. 
In tale ambito anche l’effettiva rispondenza della struttura
contrattuale adottata per il FRESH alle indicazioni della Banca
d’Italia e le informazioni all’epoca comunicate da MPS
all’Organo di Vigilanza sono oggetto di analisi da parte sia
della Banca d’Italia sia delle competenti Autorità Giudiziarie,
in stretta collaborazione. In relazione a tali fatti la Banca
d’Italia ha avviato nel dicembre 2012 un procedimento
sanzionatorio. 
* * * 
Nel complesso, la Banca MPS è stata sottoposta a un’intensa
attività di vigilanza che ha consentito di individuare e
interrompere comportamenti anomali a elevata rischiosità
inducendo la banca a rafforzare i presidi organizzativi e di
controllo. La situazione aziendale è tuttora seguita con
attenzione dalla Vigilanza, in una serrata interazione con il
nuovo management aziendale, impegnato nell’attuazione di un
ampio piano di ristrutturazione volto a innalzare il grado di
efficienza e a ripristinare adeguati livelli redditività. 
A seguito degli interventi effettuati, la situazione di
liquidità è migliorata. Il capitale è ampiamente adeguato
rispetto ai vigenti limiti regolamentari; l’azione di vigilanza
ha portato ad incrementare il coefficiente patrimoniale (total
capital ratio) del gruppo MPS dal 9,3% di fine 2008 al 15,4% a
settembre 2012 (a fronte di un minimo regolamentare dell’8%).
L’intervento pubblico ora richiesto è funzionale al
perseguimento dei più elevati obiettivi indicati dall’EBA nella
risoluzione del dicembre 2011 e all’attuazione del piano di
ristrutturazione. 
Roma, 28 gennaio 2013 
-END- 
#<223483.21760.3.3.0.0.76>#
 
 
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